Vendere un Leica Summilux-M 35mm f/1.4: Questa pagina tratta la famiglia delle versioni M classiche senza la sigla ASPH. In una collezione conta la versione specifica: un vecchio “Steel Rim”, una successiva versione storica e la riedizione vanno registrati separatamente.
Inquadramento tecnico e dati del modello
| Anno di presentazione | Secondo Leica, la famiglia originaria Summilux 35 è stata presentata nel 1961. Non è l’anno di produzione del singolo esemplare; la riedizione del 2022 è descritta separatamente. |
|---|---|
| Tipo di fotocamera | Obiettivo grandangolare luminoso intercambiabile a messa a fuoco manuale per il sistema a telemetro Leica M, con baionetta M. |
| Obiettivo | 35 mm f/1,4. Per la versione 11870, il manuale del sistema Leitz del maggio 1987 documenta sette lenti in cinque gruppi, messa a fuoco minima a 1 m e filtri Serie VII nel paraluce. Questi dati non valgono indistintamente per ogni versione storica. |
| Alimentazione | Nessuna batteria propria. Distanza e diaframma si impostano meccanicamente a mano; l’alimentazione del corpo macchina si considera separatamente. |
Identificare famiglia e versione
Fotografa incisione frontale completa, numero di serie, ghiera delle distanze, innesto ed eventuale correttore ottico del mirino. Le vecchie versioni con correttore vanno registrate insieme a questo componente; il nome da solo non permette di presumere la presenza di un correttore mancante o di una montatura sostituita. Un anello frontale lucido non dimostra l’età dell’esemplare.
La Riedizione Steel Rim del 2022 utilizza lo schema ottico storico, ma è di nuova produzione. La famiglia Summilux-M 35 ASPH ha una propria classificazione. La sigla ASPH non va omessa nell’inventario.
Fonti originali: Comunicato stampa Leica del 20.10.2022 sulla storia e sulla riedizione; Leitz, Handbook of the Leica System, maggio 1987, sezione 5-6.
Verificare versione e condizioni prima dell’acquisto
La versione dichiarata e le condizioni devono essere coerenti. Sulle montature più vecchie vanno documentati velature, funghi, graffi e indizi di separazione degli elementi cementati, così come messa a fuoco irregolare, finecorsa danneggiati o gioco nell’innesto. Non attribuire paraluce e portafiltri sulla base di una versione successiva simile. Ricevute di riparazione o indicazioni su una precedente sostituzione della montatura aiutano nell’identificazione.
Controlli principali
Contano versione, vetri, funghi, opacità e messa a fuoco.
Un singolo pezzo o una collezione?
Acquistiamo soprattutto corredi fotografici consistenti, collezioni, attrezzatura ereditata e lotti misti di fotocamere, obiettivi e accessori. Di norma non acquistiamo singoli pezzi isolati. La richiesta e la prima valutazione sono gratuite e senza impegno. Per iniziare bastano foto d’insieme o un elenco già disponibile. I passaggi successivi sono descritti nella nostra procedura di acquisto.
Che cosa conta nella valutazione
Contano le condizioni dei vetri, il funzionamento del diaframma, la messa a fuoco, l’innesto, i segni d’uso esterni e gli accessori presenti. Negli obiettivi più vecchi, funghi, opacità, separazioni ottiche o meccanismi induriti possono incidere notevolmente sul valore.
All’interno di un corredo
Di solito è più utile valutare l’obiettivo insieme a un corredo compatibile o a una collezione che come singolo pezzo.